Acqua in brocca
Sull'onda della crociata partita in America contro l'uso della minerale, rea
di produrre montagne di rifiuti di plastica, anche in Italia il fronte dell'acqua
in brocca, al ristorante e non solo, dunque cresce. Anche perché il nostro Paese
è il primo consumatore al mondo di acqua minerale nonostante un litro imbottigliato
– sostiene la Federutility, la federazione che riunisce oltre 550 gestori idrici
– costi quanto mille litri di rubinetto e in più produca inquinamento: per le bottiglie
di plastica che vanno smaltite e per il bisogno di tir per trasportarla”.
Federazione che vai e interessi che trovi. Così un'indagine di Eusiko-Panel services,
realizzata per conto dei produttori di Mineracqua, sostiene non solo che l'acqua
minerale è la bevanda più diffusa tanto da essere comprata regolarmente dal 98%
delle famiglie. Ma che lo è per due ragioni: una gustativa e una salutista. Secondo
Mineracqua, insomma, sul piano del gusto quella imbottigliata è molto più gradevole
e meno pesante; sul piano salutistico più sicura e controllata.
Facile immaginare che così non la pensino le società, per lo più pubbliche, che
gestiscono gli acquedotti. Tanto che un po' ovunque hanno lanciato campagne promozionali
per favorirne l'uso. Come nella capitale ha fatto la società Acea che ha costruito
lo scorso anno un battage promozionale puntando sullo slogan: “A Roma l'acqua di
montagna sgorga dal rubinetto”, a sottolineare le origini di purezza della cosiddetta
“acqua del sindaco“.
| ← Bistecca ai neutroni | La rivincita delle nocciole → |
|---|
