150° Unità d'Italia - Il Vino
Forse tutti non conoscono come l'Unità d'Italia si possa raccontare attraverso
il vino, quindi, in occasione dei 150 anni dell'Unificazione, è opportuno ricordare
la particolare vocazione di alcuni grandi protagonisti di quegli anni per il nettare
di Bacco.
Giuseppe Garibaldi era solito ritornare dall'oste del porto di Marsala che la sera
del suo sbarco gli propose quel vino dolce liquoroso della cantina Florio ribattezzato
poi in suo onore Marsala superiore Garibaldi dolce. La storia di questo vino era
cominciata nel 1773 quando il commerciante di Liverpool John Woodhouse colmò di
alcool le botti di vino che partivano per il suo paese dal porto siciliano; lo stratagemma,
in sua intenzione per impedire la fermentazione durante il viaggio, conquistò il
palato degli inglesi e da allora quella formula enologica cominciò ad essere messa
a punto e commercializzata. Fu proprio la presenza delle navi inglesi cariche di
Marsala ad impedire ai Borboni di sparare alle navi dei Mille e rendere più agevole
lo sbarco alle truppe garibaldine.
Anche il vino, quindi, attraverso le sue storie esprime l'immagine dell'Italia unita, rimarcando quel desiderio di indivisibilità. Siamo nello stesso tempo consapevoli che la presenza oggi delle numerose singole realtà vinicole dislocate nella nazione rivela i motivi del riconoscimento del vino italiano nei mercati internazionali.
Tommaso Passabì
Direttore del Caffè e Ristorante all'ombra del Barocco
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