La chiesa - Seconda Pagina
Titolo VII - Can. 1057
1- L'atto che costituisce il matrimonio è il consenso delle parti manifestato legittimamente
tra persone giuridicamente abili; esso non può essere supplito da nessuna potestà
umana.
2- Il consenso matrimoniale è l'atto della volontà con cui l'uomo e la donna, con
patto irrevocabile, donano e accettano reciprocamente se stessi per costituire il
matrimonio.
Cap. I - La cura pastorale e gli atti da premettere alla celebrazione del
matrimonio
Can. 1065
1- I cattolici che non hanno ancora ricevuto il sacramento della confermazione,
lo ricevano prima di essere ammessi al matrimonio, se è possibile farlo senza grave
incomodo.
2- Si raccomanda vivamente agli sposi che, per ricevere fruttuosamente il sacramento
del matrimonio, si accostino ai sacramenti della penitenza e della Santissima Eucarestia.
Cap. VI - I matrimoni misti
Can. 1124
Il matrimonio fra due persone battezzate, delle quali una sia battezzata nella Chiesa
cattolica o in essa accolta dopo il battesimo e non separata dalla medesima con
atto formale, l'altra invece sia iscritta a una Chiesa o comunità ecclesiastica
non in piena comunione con la Chiesa cattolica, non può essere celebrato senza espressa
licenza della competente autorità.
Articoli tratti dal Codice di diritto Canonico
Cap. II Art. 4 par. 3
La coppia coniugale forma una "intima comunità di vita e di amore… fondata dal Creatore
e strutturata con leggi proprie". "E' stabilita dal patto coniugale vale a dire
dall'irrevocabile consenso personale". 103
Gli sposi si donano definitivamente e totalmente l'uno all'altro. Non sono più due,
ma ormai formano una carne sola. L'alleanza stipulata liberamente dai coniugi impone
loro l'obbligo di conservarne l'unità e l'indissolubilità. 104
"L'uomo non separi ciò che Dio ha congiunto" (Mc 10,9) 105
La preparazione
Preparazione al matrimonio canonico ovvero il Corso Prematrimoniale
L'azione pastorale della Chiesa deve accompagnare la famiglia nelle diverse tappe
della sua formazione e del suo sviluppo. E' necessaria, quindi, l'assistenza ai
giovani nella preparazione al matrimonio ed alla vita familiare. Questa assistenza
non è limitata all'espletamento delle pratiche per la celebrazione matrimoniale,
ma abbraccia le diverse fasi della vita dell'uomo e della donna.
Nei programmi diocesani ritroviamo indicazioni sul coinvolgimento della comunità
e, in particolare, degli operatori di pastorale familiare, in iniziative che dispongano
i nubendi alla santità e ai doveri del loro nuovo stato. Nei colloqui con il parroco
o con il sacerdote incaricato (detti anche "corsi per i fidanzati") si approfondiscono
temi sui valori umani, sulla vita coniugale e familiare, sui valori propri del sacramento
e della famiglia cristiana. La preparazione immediata non dura, normalmente, meno
di tre mesi. Durante tale periodo il parroco incontra i fidanzati anche per lo svolgimento
della istruttoria matrimoniale e per la preparazione ad una consapevole e fruttuosa
celebrazione della liturgia delle nozze.
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