Storia del matrimonio - Seconda Pagina
Intorno alla metà del ' 700 nelle classi inferiori le femmine si sposavano in
media sui 23 anni, mentre i maschi intorno ai 26. Sullo scarto dell'età matrimoniale
delle classi sociali, incidevano diversi fattori: la maggiore durata dell'istruzione
e la necessità, per i cadetti, di crearsi, attraverso l'esercizio di professioni
liberali, un certo reddito onde potersi permettere un matrimonio consone al proprio
ceto sociale e la conduzione di una vita agiata. Nelle famiglie borghesi, l'accesso
al matrimonio era severamente controllato, riservato in genere ai primogeniti ed
ad età tardiva, nel tentativo di conservare intatto il patrimonio familiare vietandone
la alienazione ed indirizzando i cadetti verso la carriera ecclesiastica. Nella
civiltà meridionale, tale legame era confermato dalla preoccupazione costante di
assicurare la continuità della famiglia e del patrimonio.
Dall'interdipendenza tra l'età del matrimonio e l'età della morte si hanno diversi
comportamenti demografici in vari paesi. Ad esempio, la dove l'invecchiamento era
meno rilevante, al matrimonio si accedeva in età giovanile, la dove invece si viveva
più a lungo, i matrimoni si celebravano in età più avanzata. L'età del matrimonio
delle donne, era un fattore importante per stabilire il ciclo della loro fertilità
e quindi della loro capacità riproduttiva. In genere il periodo riproduttivo è di
trentacinque anni. Questa fertilità lungo l'intero periodo riproduttivo descrive
una parabola che ha una fase di rapida ascesa durante la pubertà, ed ha il suo punto
massimo durante il decennio tra i 20 ed i 30 anni, dopo di che declina, prima lentamente
poi sempre più rapidamente finché viene raggiunta la sterilità. Le donne, quindi,
sposandosi intorno ai 23 anni, si può dire che riducessero il periodo riproduttivo
in media a 15 anni, tenendo anche presente che la nascita dell'ultimo figlio avveniva
intorno ai 38 anni. Un altro fattore importante è l'intervallo di tempo che intercorreva
tra una nascita e l'altra. Andava dai 24 ai 30 mesi e spesso dipendeva da aborti,
spontanei o procurati, e dai nati morti.
Bisogna anche tener presente che l'allattamento durava di norma 18 mesi, procurando
amenorrea in gran parte dei casi: per circa 6 mesi nella donne ben nutrite e per
18 in quelle mal nutrite. L'allattamento costituiva, quindi, un vero e proprio contraccettivo.
Infine gli intervalli tra le nascite si allungavano con il declinare della fecondità
e della virilità. Si rileva, inoltre, che i ricchi avevano più figli rispetto ai
poveri, certamente perchè i ricchi sposavano donne più giovani e quindi più fertili,
perchè i figli venivano affidati alle balie e quindi le madri non dovevano allattare,
ed infine perchè le madri erano meglio nutrite ed alloggiate. E' certo che l'alta
mortalità infantile tra i poveri era causata da una scarsa alimentazione e da una
cattiva igiene. Infatti una porzione più alta dei figli dei ricchi sopravviveva
sino all'età adulta proprio perchè più sana.
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