Guardarsi negli occhi
State pensando di sposarvi e già immaginate come realizzare il matrimonio. Noi siamo qui per aiutarvi a concretizzare al meglio questo vostro sogno, ma prima di tutto vogliamo darvi qualche consiglio su come avere sempre una buona relazione con il vostro partner utilizzando il metodo della mediazione interpersonale.
La mediazione è un metodo di risoluzione delle dispute che usa:
- Una comunicazione reale; l'esplorazione delle opinioni altrui;
- La negoziazione collaborativa; la creatività nella risoluzione dei problemi;
- La risoluzione dei blocchi relazionali e una varietà d'altri metodi.
E' utile che la coppia impari ad esplorare le sensazioni, le speranze, le paure
e gli obiettivi del proprio matrimonio. É irreale pensare che non ci saranno conflitti
o disaccordi nel proprio rapporto coniugale.
Il vecchio cliché sostiene che una persona può contribuire al 50% nella sua relazione
coniugale, se invece ognuno prende il 100% della responsabilità nei confronti dei
conflitti in un modo sano e onesto, è possibile avere un meraviglioso cambiamento.
La parola cinese per conflitto è composta da due simboli: Pericolo e Opportunità.
In un certo senso questi simboli sono la vera natura del conflitto nella relazione.
Il punto non è evitare il conflitto ma farlo diventare un'opportunità per cambiare
al meglio la relazione.
Utilizzando il conflitto in maniera naturale e costruttiva noi possiamo sopravvivere
al pericolo ed arrivare ad un punto in cui ci sentiamo più sicuri nel rapporto con
il partner. É necessario utilizzare il dialogo come strumento per conoscere meglio
il nostro partner e per farlo dobbiamo imparare innanzitutto ad ascoltare. Molte
cose che si dicono sono percepite in maniera diversa dal loro significato.
L'ASPETTO ECONOMICO
Questo aspetto va quasi sempre a braccetto con "Chi deve comandare", di solito, infatti, chi detiene il potere, amministra anche il bilancio della famiglia. E' un lato che non bisogna sottovalutare. Per far felice un'unione, non basta l'amore, bisogna anche andare d'accordo sulle cose della vita quotidiana. Soprattutto non bisogna mai dimenticare che, il matrimonio è anche un'unione di tipo economico, oltre che di tipo affettiva. I due coniugi, vivendo sotto lo stesso tetto, mettono in comune anche parte del loro patrimonio e del loro reddito.
Se arrivate a fine mese senza un soldo, ma con parecchi debiti. C'è qualcosa che non va. Qualsiasi azienda amministrata in questo modo andrebbe in rovina. E' bene che una sera ambedue vi incontrate e fate un attento esame della situazione. Avete speso troppo? Le entrate non bastano? Quali spese dovete tagliare? A quali cose dovete rinunciare? Sono tutte cose che dovete decidere insieme, a tavolino e non a caso, al momento, altrimenti finirete sempre per forare il vostro bilancio.
Se al contrario scoprite di utilizzare solo una parte del vostro reddito (è un caso che non succede molto di frequente, come quello precedente) è bene allargare un po' i cordoni della vostra borsa. Non è giusto condurre una vita austera e modesta per accumulare soldi sulla banca. Fate un elenco delle comodità di cui vi private e concedetevi qualche lusso: compratevi una televisione nuova, una bella auto, mandate i vostri figli a scuole migliori ecc.
In effetti, le spese devono essere sempre rapportate alle entrate, più soldi avete disponibili e più potete permettervi una vita comoda e agiata, al contrario meno soldi avete, e più dovete tirare la cinghia. Sembra un concetto scontato, ma non vuole entrare in testa a tanta gente. Moltissimi vogliono fare il passo più lungo della gamba, vogliono comprarsi vestiti firmati, auto di lusso, cellulari ecc. con un modesto salario di operaio. Allora sorgono i problemi con litigi in famiglia, accuse, malumori e, a volte, anche piatti che volano.
POSSIBILI MOTIVI DI ATTRITO
- ABITUDINI DIVERSE
Spesso quando si inizia a convivere ci si trova davanti ad un problema inatteso o sottovalutato: si hanno abitudini completamente diverse. Ad esempio, due coniugi litigavano tutte le sere perché lui era abituato a dormire al buio più completo, lei era solito lasciare le tapparelle a metà per avere qualche spiraglio di luce. Sembra uno sciocchezza, ma una sera sono venuti persino alle mani. Non è l'unico caso, ce ne sono altri: lei ama ascoltare la musica ad alto volume, lui ama leggere in silenzio, lui si alza presto la mattina e va girando per la casa facendo ogni genere di rumori, lei ama poltrire a letto; lui è freddoloso e dorme con 5 coperte, lei ha sempre caldo e apre tutte le finestre, uno dei due è un forte fumatore, l'altro odia il fumo e così via. - ANIMALI IN CASA
Gli animali in casa sono tanto "carucci, ma richiedono impegno, precise norme igieniche e pazienza. Se non siete d'accordo entrambi su di un cane o di un gatto da tenere in casa, è meglio non prenderlo. Se ci tenete tanto ad un cucciolo e non potete proprio farne a meno, fatelo presente durante il fidanzamento, in modo che l'altro sappia. - LA COPPIA ED IL TEMPO LIBERO
Iniziamo dalla televisione spesso è "telespettatrice" di numerosi litigi. Lei vuole vedere un programma, lui un altro. Secondo noi, è una disputa stupida, che si può risolvere in modo semplice. Ormai una televisione piccola costa poche centinaia di migliaia di lire, perciò non vale la pena di litigare per così poco. Se, invece, non volete separarvi, cedete una volta per uno o fate la conta. E' un sistema simpatico per divertirsi e farsi due risate. Passiamo al capitolo amici. Nessuna coppia è un'isola, quasi tutti hanno degli amici o delle persone che frequentano. E' naturale che lui (o lei) non può trovare simpatici tutti i suoi amici e viceversa. Bisogna essere tolleranti, con queste persone dovete passarci una serata insieme, non conviverci per anni. Se proprio non sopportate alcune persone, ditelo al vostro compagno vuol dire che una volta tanto si sacrificherà lui. Uscire sempre i coppia o da soli? Le persone, si possono dividere in due grosse categorie: i "cani ed i "gatti". I primi sono molto fedeli, affezionati, molto attaccati al loro partner. Vivono le loro storia molto intensamente, ma quello che più li contraddistingue è che quando due cani (un uomo ed una donna, s'intende) si fidanzano cercano di passare la maggior parte del loro tempo libero insieme. Se i loro impegni lo permettono si vedono tutti i giorni, amano fare tutto in coppia: la spesa, andare in giro, fare i vari servizi, vedere gli amici ecc.. - COPPIA E LIBERTA'
Quando si è fidanzati, o sposati, si è liberi di vestirsi o di pettinarsi come si vuole? Ecco un'altra domanda da un milione di dollari. E' vero il rapporto a due non deve intaccare le libertà personali, non è giusto costringere la propria donna a non truccarsi, a portare sempre i capelli lunghi e così via. Ognuno può vestirsi e andare in giro come vuole, altrimenti non sarebbe un rapporto a due, ma una forma di schiavitù. Questa regola però ha dei limiti: si può avere il look che si vuole sempre che non si ecceda e si superano i limiti del buon gusto. - GELOSIA
Un altro motivo che spesso porta il matrimonio ad una profonda crisi è la gelosia. Ad un certo punto, uno dei due partner diventa estremamente geloso dell'altro rendendogli la vita impossibile. Vediamo tutte le misure del caso. Innanzitutto, diciamo che una certa percentuale di gelosia è normale in qualsiasi rapporto, anzi è indicativa che esiste l'amore tra i due partner . Diventa un problema quando è eccessiva ed inizia a disturbare la vita della coppia. Qualche volta ci troviamo davanti ad un vero e propria patologia. - RAPPORTI CON LE FAMIGLIE DI ORIGINE
Quando ci si sposa si lascia la propria famiglia per fondarne un'altra, sembra una cosa scontata, ma per tante persone non lo è. Fisicamente lasciano i loro genitori, ma non a livello emotivo o psicologico. Se avete una mamma molto invadente, andate ad abitare lontano, frequentatela poco e, soprattutto, non andare a riferirle per filo e segno tutto sui vostri rapporto coniugali. Non permettetele che si intrometta nel vostro rapporto. Dovete ficcarvi bene in testa (consiglio a rivolto a colui che è mammone, maschio o donna che sia) che ormai fate famiglia a parte, che la vostra famiglia è composta da vostra moglie e dai vostri figli.
CHE RELAZIONE HAI?
Nella relazione possiamo individuare tre componenti principali: passione (nel senso di attrazione fisica), amicizia (intesa soprattutto come affinità di carattere) e impegno (nel senso di volontà e desiderio di stare insieme).
Queste tre componenti, passione, amicizia ed impegno, da sole o in combinazione possono dar luogo a cinque combinazioni:
- Assenza dell'amore.
Mancano tutte e tre le componenti. La persona in oggetto è solo una conoscente o una collega d'ufficio. - Solo amicizia.
Abbiamo la simpatia, è quello che provano due persone, legate da un'affettuosa amicizia. - Solo impegno, o amore vuoto.
Esiste la volontà di stare insieme, ma mancano la passione e l'amicizia. - Solo passione
Abbiamo l'infatuazione, la cotta, a volte non ricambiata. Succede quando si incontra una bellissima ragazza o qualcuno che ci attrae tantissimo. Spesso è il primo passo verso l'amore. - Amicizia + passione
Tra i due c'è sia intesa che attrazione sessuale, manca, invece, il desiderio di stare insieme.
CHI DEVE COMANDARE?
Quale è la situazione ideale? Chi deve comandare, la moglie o il marito? La risposta è semplice, ma anche stupida: sia uno che l'altro. Semplice perché elementare, anche un bambino ci sarebbe arrivato, stupida perché è un regola che è difficilissima da tradurre in pratica. Finché la si pensa nella stessa maniera, non ci sono problemi, ma quando le opinioni divergono o sono, addirittura, contrastanti, che fare? Chi deve prevalere in questi casi, lui o lei?
Vediamo di dare delle indicazioni utili. E' chiaro che bisogna discutere, mediare, cercare di fare un compromesso o di raggiungere un accordo, ma non sempre ci si riesce. Quando le opinioni divergono in maniera "irreparabili" e non c'è speranza che si possa arrivare da una posizione comune, si può ricorrere ad uno dei seguenti metodi:
- Si cede una volta per uno.
Io cedo questa volta, tu farai lo stesso la prossima volta. - Applicate il principio del veto.
Fate come nel consiglio di sicurezza dell'ONU, basta il veto di uno dei membri per bloccare qualsiasi decisione. Nel caso vostro, siete solo due "membri", perciò è tutto più facile. Se dovete comprare i suppellettili della cucina e piacciono a vostra moglie, ma non a voi, dovete cercarne altri ancora, finché non trovare quelli che piacciono ad ambedue. In effetti un solo voto non basta per fare una scelta, bisogna essere in due a volerlo.
LA COMUNICAZIONE NELLA COPPIA
La regola numero uno per evitare guai coniugali è tenere sempre aperte le "linee di comunicazione" con il partner, avere con lui uno scambio continuo, parlare, parlare e parlare. Dite al vostro partner se siete insoddisfatti (sempre con grande tatto e al momento più opportuno), se una situazione non vi sta bene o se non siete d'accordo su certi suoi comportamenti. Ma non limitatevi alle emozioni negative, comunicare anche la vostra gioia, se siete felici, euforici o allegri. Pensate che la maggior parte del lavoro degli esperti, che si interessano di consulenza matrimoniale, consiste nell'ascoltare prima l'uno, poi l'altro e poi mettere in comunicazione i due coniugi in modo da ristabilire il dialogo che è stato interrotto. In fondo amare significa comunicare.
Le patologie della comunicazioni sono principalmente tre:
- Non lasciare parlare l'altro.
Appena accenna a dire qualcosa o incomincia a fare un discorso, lo si interrompe e lo si sommerge con un fiume di parole. La comunicazione è a senso unico, c'è uno che parla ed uno che ascolta; o, peggio, ci sono due che parlano e nessuno che ascolta. E' inutile ricordarvi che quando si dialoga bisogna alternarsi nei due ruoli, si parla e si ascolta a turno. Il rimedio? E' abituarsi a parlare uno alla volta, non interrompere mai l'altro finché non ha finito. E se il partner non rispetta le regole, vuole parlare sempre lui? Allora, fate in questo modo, compratevi una sveglia. Ognuno di voi ha solo 3 minuti per esporre le sue ragioni, dopo di che deve ascoltare l'altro per altri 3 minuti. Quando suona la sveglia deve stare zitto, deve attendere i suoi successivi 3 minuti per replicare. Se utilizza male i suoi minuti perdendosi in preamboli o in giri di parole sono affari suoi. In questo modo non solo si impara ad ascoltare l'altro, ma anche ad essere sintetici. - Parlare per allusioni.
Anche questo è un modo sbagliato di comunicare. Fare discorsi fumosi, dire cose a metà, parlare per sottintesi, non essere sufficientemente chiari ed espliciti, è uno dei modi più diffusi per aumentare l'irritazione e l'aggressività. Non bisogna esprimersi mai con frasi sul tipo: "tu sai benissimo perché sono arrabbiato" o "hai capito fin troppo bene a che cosa mi riferisco"; anche la persona più intelligente e sensibile non è necessariamente un veggente. - Alzare un muro di gomma.
Ci sono persone, per fortuna una minoranza, che, quando litigano, si chiudono in un mutismo assoluto. Ad un certo punto, davanti alle accuse dell'altro, non parlano più. Si rifugiano nel silenzio più totale. Quasi sempre diventa inutile stimolarle: "Guarda che sto parlando con te!", "Allora che ne dici? Che suggerisci?" Non si ottiene nessuna risposta. Sembrano assenti, a volte ti fissano senza fiatare, altre volte guardano fuori come se il fatto non li riguardasse. E' impossibile ragionare con loro perché si rifiutano semplicemente di comunicare. Possono dare l'impressione di essere persone arrendevoli, ma sono i casi più difficili da trattare. Non si può comunicare con chi non parla, perché non si conoscono esattamente i suoi pensieri, non si sa precisamente che cosa vuole o perché si comporta così.
DOVE ABITARE
Un motivo che può diventare causa di litigio e di rottura è il luogo dove risiedere. La situazione più a rischio, ovviamente, è la convivenza. A volte le coppie per risolvere il problema dell'abitazione, ad es. non hanno abbastanza soldi, vanno a vivere con i genitori di uno dei due.
Non diciamo che è una cosa impossibile (abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni centinaia di casi di convivenza senza problemi), ma soltanto che è difficilissima e questo per una serie di motivi: perché la propria privacy non è protetta abbastanza, perché si tratta sempre della casa di "un altro", perché la tentazione di impicciarsi negli affari dell'altra coppia è forte ecc...
COME FARE PACE
Finita la tempesta, arriva finalmente il sereno. Chi dei due deve fare il primo passo? Per regola toccherebbe a chi ha torto, ma non attaccatevi alle formalità. Non è importante chi ha sbagliato, l'importante è che torni la pace. Perciò, anche se avete ragione, siate generosi, fate voi il primo passo. Tutti possono sbagliare, siamo esseri imperfetti. Lo sappiamo, non è giusto che lo facciate sempre voi, ma amare significa non dover mai dire: "non è giusto". Amare presuppone altruismo, generosità, donazione.
Come fare pace? Innanzitutto, attendete il momento migliore. Non fate pace troppo presto, quando l'altro non è ancora pronto e la rabbia non è sbollita; aspettate che gli ultimi fuochi siano "spenti", che i rancori "decantino". Né, al contrario, fate pace troppo "tardi". Se le nubi, ormai, si sono diradate, se l'altro non è più tanto arrabbiato con voi, perché aspettare ancora?. Come rompere il ghiaccio? L'ideale sarebbe avvicinarsi e dire qualcosa di carino: "Un mondo senza te è bruttissimo ed io non vorrei viverci". Oppure semplicemente. "Facciamo la pace?". Ma se non avete il coraggio di farlo, anche un "mi dispiace" può servire allo scopo. Se l'altro vi fissa senza parlare, è segno che le è passata. Abbracciatevi, baciatevi e stringetevi forte, forte. Le affettuosità, il piacere sessuale, le cose carine che si dicono in certi momenti, sono le migliori medicine per sanare le ferite dello spirito, per seppellire sotto un metro di terra rancori e antichi asti. Le sue braccia, il suo corpo nudo, il suo amore sono le uniche cose che vi possono far dimenticare veramente i giorni bui della separazione.
INNAMORAMENTO - LE FASI
Passiamo a vedere, fase per fase, come si sviluppa il processo di innamoramento.
- Prima fase.
E' chiamata da molti autori fase di esplorazione ed è quella in cui ci si incontra e ci si conosce. Se non si entra in qualche modo in contatto con l'altro non si fa amicizia, non ci si conosce, non ci si può innamorare. E' importantissimo anche incontrarsi personalmente. Dopo quell'incontro qualcosa cambia in noi. Quella persona ci ha colpito, ci piace, desideriamo rivederla, conoscerla meglio, frequentarla e, allora, le telefoniamo o l'aspettiamo una sera all'uscita del lavoro. Invitiamo la persona ad uscire, a cenare fuori o a fare una passeggiata. Non è importante il luogo o che cosa si fa, l'importante è che si parli, si racconti di noi stessi, della nostra vita, delle passate esperienze, del nostro mondo o dei sogni nel cassetto. E' importante anche che si consumi del cibo insieme o si offra qualcosa, perché donare o essere altruisti sono tutti riti propiziatori dell'amore. A sera tardi ci si lascia con la sensazione di aver passato una serata piacevole. - Seconda fase.
Finita la fase della conoscenza, dell'incontro, incomincia la seconda fase, quella più importante, perché è quella in cui avviene l'innamoramento vero e proprio. Arrivati a casa entra in gioco una capacità mentale che ha un ruolo fondamentale in tutto il processo: l'immaginazione. Ci è rimasto qualcosa nella nostra mente, qualcosa che incomincia a martellarci il cervello. E' un fiume di pensieri che travolge la mente di chi sta rimanendo vittima di questa specie di droga naturale. Si sognano il suo volto, i suoi gesti, si rivivono anche più volte i momenti passati insieme (se, al contrario, sono successe delle cose spiacevoli, si ha una delusione e tutto il processo si ferma). Da quel momento non siamo più gli stessi, la nostra vita cambia. Se lei ci dice di sì, ci dice di provare le stesse emozioni che proviamo noi, siamo entrati nel MERAVIGLIOSO MONDO DELL'AMORE. Si vive come in uno stato di ebbrezza, si è eccitati, felici, ottimisti, la vita ci sorride, tutto ci sembra bello e degno di essere vissuto. Niente ci spaventa, è l'unico periodo della vita in cui nemmeno la morte ci fa paura. Non si dice che l'amore è più forte della morte? Non sono, forse, gli innamorati gli unici esseri viventi a non essere spaventati dall'idea di finire sotto una lastra di marmo in un cimitero, purché ci finiscano insieme, mano nella mano e le loro ossa restino mischiate per sempre? Quando si è innamorati, di solito, si è più socievoli, più fiduciosi ed ottimisti. Tutto ci sembra più bello, più affascinante ed ogni cosa si sembra degna di essere vissuta. Non ci meraviglieremmo tanto se un domani qualche ricercatore scoprisse che in questo periodo il nostro cervello sintetizza delle droghe naturali (ed effettivamente, in tutto il processo c'è un rilascio di endorfine).
Gli antecedenti che portano al sentimento d'amore sono:
- L'altro offre qualcosa che la persona vuole, di cui ha bisogno o che trova piacevole.
- La persona si rende conto che l'altro prova del sentimento per lui e l'apprezza.
- La persona trova l'altro attraente fisicamente e psicologicamente.
- Esiste tra i due una comunicazione eccezionalmente buona.
- L'altro ispira sincerità, fiducia, sicurezza. Si trascorre molto tempo insieme.
In quei momenti ci si illude che il nostro amore sarà sempre così, per tutta la vita. Purtroppo non è vero, questa fase di esaltazione, questa enorme fiamma, che ci pervade, ad un certo punto smette di espandersi (anche se le cose vanno nel migliore dei modi) ed incomincia a ridimensionarsi. Nessun uomo di senno può pensare mai che l'amore resterà quello forte ed esaltato dei primi tempi, tranne gli innamorati stessi che lo vivono. Ma l'amore cambia, si evolve, si trasforma con il tempo.
- Terza fase.
A questo punto, abbiamo la fase dell'amore maturo, stabile. Il nostro sentimento continua sì ad essere forte, ma non è invadente e totalizzante come nel primo periodo. Siamo sicuri dell'amore del nostro partner, la nostra è una situazione ormai stabilizzata. Non è più il tempo delle fantasie, dei sogni, si incomincia a pensare a cose più pratiche, a mettere su famiglia. E' finita la fase dell'infatuazione, dell'incantesimo, della novità. Qualcuno potrebbe pensare che sono i primi segnali di stanchezza, si sbaglia. E' solo l'amore che cambia e si trasforma. Il piano della natura non è neanche troppo dissimulato: favorire la nascita di una nuova famiglia e, quindi, quella di nuove vite. Il segnale più chiaro che ci dice che siamo in questa fase, è che svanisce l'aureola di perfezione che abbiamo attaccato al partner. I suoi difetti incominciano a diventare ben visibili e a darci fastidio. Un'ultima osservazione: l'amore è un processo involontario, non è soggetto alla nostra volontà. Alcuni sono convinti di potersi innamorare a comando, "girando semplicemente un interruttore", si ingannano. - Quarta fase.
L'ultima fase è quella in cui l'amore passionale lentamente si trasforma in amore di compartecipazione. Ne abbiamo parlato nei precedenti paragrafi.
I FIGLI
E' opinione comune che la nascita dei figli "cementi" il matrimonio. Ciò è vero fino ad un certo punto, anzi per certi versi rafforzano l'unione, per altri fanno esplodere matrimoni che per qualche motivo erano già in crisi. Il motivo è semplice, quando si hanno bambini piccoli tutti i problemi di convivenza si aggravano notevolmente: non sempre si dorme di notte, spesso la moglie non ha il tempo per preparare il pranzo (o lavare le camicie) al marito, bisogna alternarsi nella sorveglianza al piccolo, a volte lei non ha voglia o il tempo di fare l'amore ecc., i problemi che si vengono a creare sono numerosissimi. Non tutti gli uomini capiscono, né sempre l'affetto del piccolo è sufficiente a ricompensarli di tutti questi piccoli sacrifici. A volte si crea una situazione di tensione e di stress.
L'INNAMORAMENTO
Come succede praticamente che ci innamoriamo di un'altra persona? Che cosa fa sì che una donna, o un uomo, da un giorno all'altro, diventi la sola, l'unica, l'altra metà del cielo che riempie e completa la nostra vita?
La prima cosa da dire sull'argomento è che noi tutti siamo predisposti naturalmente ad innamorarci. Noi nasciamo già con la capacità di amare, prima amiamo i genitori (attaccamento), poi le persone che ci sono vicine ed, infine, una persona di sesso opposto che diventerà l'altro genitore dei nostri futuri figli. Dall'ambiente apprendiamo solo le modalità pratiche per espletarla. Siamo "programmati" dalla natura in modo che, una volta arrivati all'età adulta, ci accoppiamo e diamo luogo a nuove vite.
La seconda cosa da mettere in chiaro è che l'amore romantico si basa in buona parte sull'attrazione sessuale. Se non c'è desiderio sessuale, passione fisica, non ci può essere nemmeno vero amore. L'innamoramento presuppone, quindi, che tra due persone di sesso opposto ci sia attrazione fisica, cioè che provino l'uno per l'altro desiderio sessuale.
I LAVORI DOMESTICI
Un altro problema pratico che la coppia deve affrontare fin dai primi giorni di convivenza, è: chi deve fare i lavori domestici? Chi deve cucinare? Chi lavare i piatti? E le pulizie di casa?
Nessun'uomo più si rifiuta di aiutare la sua compagna o pretende che faccia tutto lei. I ruoli sono diventati sempre più interscambiabili, spesso è l'uomo che cambia i pannolini al piccolo o che si interessa della sua educazione. Insomma nella maggior parte delle zucche dure degli uomini è entrato in testa, che i lavori domestici in parte toccano anche a lui.
Quali i consigli giusti? Innanzitutto, parlatene durante il fidanzamento. Se a nessuno dei due va di cucinare, di lavare i piatti ecc. e non vi potete permettere una cameriera, è meglio che restiate dai genitori dove siete serviti e riveriti. Per secondo, se avete stabilito che i lavori domestici li fa lei (coppia tradizionale), ciò non vi esonera da un minimo di collaborazione. Ad esempio quando togliete i calzini, riponeteli nel recipiente dei panni sporchi; quando fate la doccia, non ci vuole niente a passare un momento la spugna in modo da non lasciare la vasca sporca; quando vi cambiate non seminate la vostra roba per la casa e così via. Se non avete voglia di rassettare, cercate almeno di alleviare il lavoro della vostra compagna.
LITIGARE IN MODO COSTRUTTIVO
Vediamo quali sono le regole per litigare in modo civile e costruttivo. Il primo
suggerimento è quello di discutere un solo problema alla volta. Chiunque abbia litigato
seriamente almeno qualche volta con il coniuge sa quanto sia facile che il litigio
degeneri e si estenda al punto di mettere in discussione tutti gli aspetti del rapporto.
E' un modo di fare molto distruttivo, che va evitato ad ogni costo. La regola fondamentale
quando si litiga è: tenere circoscritto il problema.
Ci sono essenzialmente due modi per divagare:
- Tirando in ballo altre persone.
Avete capito benissimo di chi stiamo parlando: dei genitori. Quando le coppie litigano sono sempre pronte a trascinarli nella mischia anche se abitano a centinaia di Km lontano. E' un modo sbagliato di ragionare, avete sposato il vostro partner, non i suoi genitori. - Rinvangando il passato.
La cosa principale, quindi, per litigare in modo costruttivo è tenere circoscritta la discussione al motivo per cui avete litigato. Lo sappiamo che è difficile, che la tentazione di rinfacciarle vecchi torti è grande, ma cercate di resistere. Anche dei risultati parziali sono molto utili. Anche non scantonare eccessivamente serve a non far diventare un litigio una guerra "totale su tutti i fronti". Non vi date per sconfitti in partenza, almeno provateci.
La seconda regola fondamentale per litigare in modo costruttivo è: non protestate solo, ma indicate anche una soluzione. Se le coppie riuscissero ad applicare praticamente questo principio almeno il 60% delle liti troverebbe una soluzione positiva. E' facile disapprovare, manifestare la propria insoddisfazione, criticare tutto o tutti, ma siete sicuri che non è l'unica via praticabile? Perciò quando il vostro partner inizia a sbraitare, fermatelo subito: "Capisco il tuo disagio, ma tu che cosa proponi? Che vuoi che faccia?". Fate capire che è inutile che grida o butta tutto in aria, quello che vi aspettate da è una proposta pratica.
Terza regola, se l'altro è fuori di sé per la rabbia, aspettate che gli passi.
QUANDO LITIGARE FA BENE ALL'AMORE
Tutte le coppie litigano, anche quelle più unite e che si amano tantissimo. A differenza di quanto si è sempre detto non è vero che le coppie litigiose siano le più esposte al rischio divorzio. Bisogna entrare nell'ordine di idee che litigare fa parte della vita di coppia. Non è affatto un indicatore fedele e assoluto che la coppia è in crisi. Ci sono coniugi che litigano tutti i giorni, ma la loro unione è salda e stabile e coniugi che non litigano mai, ma il loro legame si sta spezzando. La conflittualità, infatti, a volte, è l'unico segno tangibile che esiste ancora una relazione. Quando si rinuncia persino a litigare, significa, ormai, che l'amore è finito, che il matrimonio è davvero alle ultime battute. Persino gli animali bisticciano.
Il litigio, quindi, non ha solo una valenza negativa, di scontro e di conflitto, ma anche una positiva, di assestamento e di amalgamazione. Non è solo un momento di rottura, ma anche un punto obbligato verso un maggiore equilibrio o è un mezzo per migliorare il rapporto La differenza è considerevole: dal litigio costruttivo l'unione esce rafforzata, da quello distruttivo indebolita. I momenti di tensione devono essere sempre bilanciati da un numero maggiore di momenti di affetto, gratificanti per entrambi". In effetti, in un matrimonio felice le interazioni positive, cioè i segnali di affetto, stima e di gratificazione, devono essere sempre più numerosi di quelli negativi.
Evitate di ricorrere alla violenza. Ogni volta che le "vostre discussioni" finiscono con occhi neri, lividi, schiaffi e piatti rotti in testa (sempre che la testa regga), il litigio è distruttivo al massimo. Sono tutte cose che lasciano penosi strascichi, rancori, qualche volta odio e disprezzo. Chi usa le mani al posto della bocca prima o poi finirà male: o in tribunale o quando tornerà a casa, non troverà più il proprio partner. Scaricate la vostra tensione con le parole. Urlate le vostre ragioni, ditegliene di tutti i colori, ingiuriate. Se non basta, sfogatevi sulle cose: stracciate un elenco telefonico, rompete delle scatole di cartone, buttate in aria la roba che trovate davanti ecc., ma abituatevi a non usare le mani.
LA RELAZIONE NEL TEMPO
La relazione passionale non sempre resta immutata nel tempo, spesso cambia o si modifica. In particolare la relazione passionale, se il matrimonio dura a lungo, si trasforma in relazione affettiva. In effetti, con il passar degli anni, la componente passionale perde poco alla volta importanza, mentre quella affettiva ne acquista sempre di più. In altre parole, i coniugi, con il passar degli anni, diventano sempre meno "amanti" e sempre più "familiari", cioè più simile ad un fratello o sorella. Questo spiega anche perché i matrimoni arrivati ad un certo punto difficilmente si rompono.La relazione affettiva è, infatti, molto più resistente all'usura del tempo di quella passionale.
L'amore attraversa delle fasi. Si inizia con una fase di esplorazione (in cui ci si conosce), si passa, poi, ad una fase di "incantesimo" (segnata da uno stato di euforia e di esaltazione), si prosegue con una fase più matura e ragionata e si finisce con l'amore di compartecipazione, cioè principalmente affettivo. Questo è dovuto anche al fatto che, dopo il matrimonio, di solito vengono i figli ed i figli sono degli affetti così forti da "destabilizzare", in meglio o in peggio, qualsiasi ménage coniugale.
Se si è preparati a questo, cioè al fatto che l'amore non resta lo stesso nel tempo, che certi momenti fuggono per sempre e non ritornano mai più, che ogni storia d'amore ha un suo corso inarrestabile, si eviterà di rompere con facilità.
LE RELAZIONI AFFETTIVE
Possiamo distinguere tre tipi di relazione:
- La relazione passionale;
con questo termine intendiamo quel sentimento che nasce tra un uomo ed una donna che si innamorano l'uno dell'altro, a differenza degli altri due tipi di relazione di cui parleremo di seguito, si basa anche sull'attrazione sessuale. Se, infatti, amiamo il nostro partner solo nel senso del "volergli bene", ma non proviamo per l'altro alcuna passione fisica, possiamo parlare di relazione affettiva, paragonabile a quello verso una sorella, una madre; non di relazione passionale. - La relazione famigliare;
è quello che provano i genitori per i figli ed i figli per i genitori. Abbiamo preferito distinguerlo dal terzo tipo di relazione, quella affettiva, perché il rapporto famigliare è un rapporto particolare, molto più forte e intenso degli altri. - La relazione affettiva;
è il classico "voler bene", l'affetto che si prova per gli amici carissimi o per compagni, per cui si ha stima e simpatia. E' una forma di relazione in parte inclusa nelle due precedenti. Infatti, due coniugi, che stanno veramente bene insieme, prima di essere amanti sono anche buoni amici; è lo stesso per i genitori, spesso tra padri, madri e figli esiste non solo un legame di sangue, ma anche una relazione amichevole (purtroppo, non sempre è così).
Chiaramente non sempre esistono confini così certi tra queste forme di relazione.
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