Festa dell'oca 2012 - Mirano

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Sandro Albano Zara è sempre stato un grande "curioso" di tutto, dalla storia alle tradizioni popolari, dalle leggende ai giochi del passato, e al tempo stesso anche un grande vulcano di idee e di iniziative.
Una sua vera passione, forse perché gli ricordava l'infanzia, era il gioco dell'oca e questo lo portò ad una lunga ed approfondita ricerca sulle origini e sulle motivazioni del gioco stesso. Così leggendo testi su testi e vedendo le vecchie e bellissime tavole che di volta in volta si adattavano all'ambiente, al momento storico, al Paese, pensò di poterne creare una, magari un po' ironica, ma tutta dedicata a Mirano. Manifestò questo suo proposito all'amico pittore Carlo Preti il quale sposò subito la sua idea e prendendo spunto dall'ovale della piazza disegnò 63 caselle raffiguranti luoghi caratteristici, punti d'incontro, aspetti e momenti della storia e della tradizione miranese.
Era l'anno 1982 quando Sandro Zara pubblicò l'opera di Carlo Preti il
ZOGO DE L'OCA DE MIRAN. Nella ricerca del materiale per costruire io gioco, riscoprì il vecchio detto:


CHI NO MAGNA L'OCA A SAN MARTIN NOL FA EL BECO DE UN QUATRIN.

Breve indagine e si scopre che era consuetudine, a Mirano, festeggiare la chiusura dell'anno agrario, l'11 novembre, giorno di San Martino, mangiando l'oca. Tradizione, tra l'altro, ancora viva tra le vecchie famiglie del centro storico.
(La tradizione dice: San Martino, oca, castagne e vino, e il rito vuole l'oca sulla tavola sia perché in quel periodo essa è invitante e succulenta, è il momento in cui la sua carne si è fatta così grassa e morbida da sciogliersi in bocca, sia perché a MIRANO i proprietari terrieri che allora erano quasi tutti ebrei, non potevano mangiare maiale)

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Sito internet ufficiale del Gioco dell'oca di Mirano (Ve)

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